DA NEW YORK A MILANO, PER UNO CHEF SU 3 LA NUOVA TENDENZA DELL’APERITIVO SI CHIAMA ’APERILIGHT’

LA TENDENZA. Chi l’ha detto che l’aperitivo deve esser necessariamente sinonimo di abbuffate? Dagli States al Belpaese sta prendendo piede un nuovo modo di intendere il momento più amato dai millennials. Si tratta dell’aperilight, ovvero l’aperitivo che coniuga il momento del drink con colleghi e amici con la leggerezza e il gusto delle verdure. A lanciare il trend sono le stelle della ristorazione “Made in Usa”: ‘Al Becco’ di New York di Joe Bastianich sposa le verdure marinate e grigliate con i frutti di mare. Uno dei piatti simbolo del ‘Cucina’ dello chef austriaco Wolfgang Puck a Las Vegas è la bruschetta con carciofi, ricotta, spinaci e olive. Una tendenza che arriva fino in Italia, dove uno chef su 3 la propone privilegiando le verdure nella preparazione di finger food, crostini, flan e altre prelibatezze rigorosamente light.

L’ESPERTO. Scende il consumo di cibi calorici, come patatine fritte (16%), crocché (12%), pizze fritte (9%) e appetizer con salse ipercaloriche (7%), mentre sale quello di finger food con verdure grigliate (52%), flan (41%) e bruschette (29%) a base di verdura. Perché un aperitivo sia light “conviene evitare i trash food – evidenzia la Dr.ssa Sara Ciastellardi, medico e nutrizionista presso gli ambulatori di Pisa, Cecina e Follonica –, ovvero gli alimenti dannosi con scarso potere saziante, come patatine, focaccine, crostini fritti e salse”. Ecco perché “scegliere le verdure come accompagnamento per l’aperitivo significa trasformare un’abitudine diabolica, da un punto di vista di salute e peso, in uno strumento di salute utile e gustoso. Le verdure sono indispensabili da un punto di vista di apporto nutrizionale di sali minerali, fibre, clorofilla, vitamine e hanno un alto potere saziante. Così facendo anche l’aperitivo può diventare una simpatica cena light”.

Mediterranean appetizers table concept. Diner table with tapas s

GLI CHEF. Per un aperilight con verdure lo chef milanese stellato Claudio Sadler, patron del Ristorante Sadler, propone in esclusiva il “Panino Gargano”: un filoncino di farina di grano arso bruscato in forno o sulla piastra, sul quale viene spalmato un sottile strato di ricotta fresca mescolata precedentemente con olive di Cerignola spolpate, basilico tritato, sale e pepe. Su questo va poi adagiata della scarola leggermente scottata, alcuni filetti di sardoni affumicati sott’olio e peperoni grigliati.

Lo chef Gianfranco Semenzato del Restaurant & lounge bar Globe propone invece un flan di radicchio e noci con macco di pomodori secchi e carciofini grigliati: “un appetizer leggero, sfizioso e semplice da preparare, che può essere accompagnato da un calice di Franciacorta brut oppure da un ottimo cocktail a base di vermouth o bitter”.

Matteo Minutiello, chef del ristorante del LaGare Hotel propone una tartelletta con composta di cipolla di Tropea e pomodorino secco”, in cui il dolce della cipolla calabrese stempera il sapore deciso e intenso del pomodoro essiccato; un “crostino con burro al pepe, acciuga e arancia candita”, in cui il gusto morbido del burro avvolge quello salato dell’acciuga e dolce dell’agrume; e del “pane guttiau con cipolla di Tropea, spuma di robiola e oliva taggiasca. Tali bruschette possono essere accompagnate da un P31 Green Spritz”.

* studio condotto attraverso un monitoraggio su oltre 100 fonti fra testate, magazine, portali, blog e community lifestyle e raccogliendo il parere di un pool di 30 esperti fra nutrizionisti, chef e antropologi dell’alimentazione per capire il valore dell’aperitivo